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IL CASO EX ILVA – La posizione di Confapi

 

Le oltre 8 mln di tonnellate di acciaio prodotte a Taranto e negli stabilimenti Ex Ilva hanno permesso negli anni lo sviluppo di un importante tessuto di piccole medie industrie metalmeccaniche.

Il desolante scenario produttivo attuale, però, ha causato una diminuzione dell’offerta di materiale per il mercato e una complessiva perdita di competitività delle nostre aziende.

Cosa è necessario fare ora?

Secondo Confapi, bisognerà innanzitutto ammettere in prededuzione i crediti delle aziende fornitrici.

In secondo luogo, occorre l’erogazione immediata delle risorse a favore delle PMI e delle Grandi Appaltatrici dell’indotto con la perimetrazione delle stesse.

Il decreto dello scorso 18 gennaio ha messo in campo 320 milioni di euro di liquidità. Ma è necessario un vincolo di destinazione del prestito al pagamento dei debiti scaduti verso le aziende dell’indotto.

 Infine, Confapi chiede l’ammissione immediata al fondo di garanzia SACE, senza spesa istruttoria, con copertura del 100% del credito vantato messo a garanzia.

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