DL Accise 2026: misure per imprese, carburanti ed export

Il Decreto-legge 3 aprile 2026 n. 42 introduce misure urgenti per fronteggiare l’aumento dei costi energetici e sostenere il sistema produttivo italiano, con interventi su accise carburanti, imprese, agricoltura e internazionalizzazione.

Il provvedimento si inserisce in un contesto economico segnato dall’instabilità dei mercati energetici e rappresenta un intervento mirato a mitigare l’impatto del caro energia su imprese e territori.

Accise carburanti: riduzione temporanea per contenere i prezzi

Il decreto prevede una rideterminazione temporanea delle accise su benzina, gasolio, GPL e gas naturale nel periodo 8 aprile – 1° maggio 2026.

L’obiettivo è contenere, almeno nel breve periodo, gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti, intervenendo sulla componente fiscale.

Tuttavia, si tratta di una misura limitata nel tempo, che non incide strutturalmente sul costo dell’energia.

Il provvedimento si inserisce in un contesto economico segnato dall’instabilità dei mercati energetici e rappresenta un intervento mirato a mitigare l’impatto del caro energia su imprese e territori.

Credito d’imposta per le imprese agricole

Per il settore agricolo è previsto un credito d’imposta fino al 20% sulle spese sostenute per l’acquisto di carburante nel mese di marzo 2026.

La misura mira a sostenere un comparto particolarmente esposto all’aumento dei costi energetici, contribuendo a ridurre l’impatto sui margini operativi delle imprese.

Transizione 5.0: credito ridotto ma nuovi incentivi energetici

Il decreto interviene anche sulla Transizione 5.0, riconoscendo alle imprese il credito d’imposta in misura ridotta (pari a circa l’89,77% di quanto richiesto), a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili.

Parallelamente, vengono introdotti nuovi contributi per:

  • investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili;
  • sistemi di accumulo;
  • certificazioni energetiche.

Si tratta di un segnale di continuità nelle politiche di transizione energetica, pur in presenza di risorse limitate.

Internazionalizzazione: rafforzati gli strumenti per l’export

Un capitolo rilevante del decreto riguarda il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese.

Sono previsti cofinanziamenti a fondo perduto fino al 20% (30% per le PMI) per progetti legati a:

  • transizione digitale;
  • sostenibilità ambientale;
  • sviluppo sui mercati esteri.

Le misure sono rivolte in particolare alle imprese colpite dal rincaro dei costi energetici o da crisi internazionali, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività globale.

Un intervento emergenziale, non strutturale

Nel complesso, il DL 42/2026 rappresenta un intervento emergenziale e mirato, volto a contenere gli effetti immediati del caro energia.

Le misure previste risultano:

  • temporanee, soprattutto sul fronte carburanti;
  • selettive, in funzione delle risorse disponibili;
  • orientate più alla mitigazione che alla risoluzione strutturale del problema.

Resta centrale, quindi, il tema di politiche di lungo periodo per garantire stabilità energetica e sostegno duraturo alla competitività delle imprese.

Le misure introdotte dal DL 42/2026 si configurano come interventi prevalentemente temporanei, finalizzati a contenere gli effetti dell’attuale contesto energetico e a sostenere la competitività delle imprese, in particolare sui mercati internazionali.

Confapi Bari BAT continuerà a monitorare l’evoluzione del quadro normativo e delle misure di sostegno, offrendo supporto alle imprese associate nella valutazione delle opportunità legate alla Transizione 5.0 e ai processi di internazionalizzazione.